La Sindone, la scienza, la fede

Due nuovi, importanti appuntamenti.

FilosofiaDiVita incontra il professor Giulio Fanti ed il suo studio, concreto, della Sindone.
Due appuntamenti dove conosceremo tutta l’attività realizzata dal professor Fanti e dal suo gruppo di lavoro; un percorso dove le tappe sono la scienza, l’arte e la fede.

LA SCIENZA SPIEGA LA FEDE
Martedì 29 maggio ore 20:45
Relatore: Prof. Giulio Fanti
Introduce: Marzia Banci
Seguirà un breve intervento di Don Lieto Massignani

Il professor Giulio Fanti si occupa della Sindone da più di 20 anni e spiegherà, in termini concreti pur tuttavia parziali: il processo di trasformazione dell’immagine corporea la ricostruzione 3D della postura dell’Uomo avvolto, la datazione della Reliquia con metodi diversi rispetto al Carbonio 14 e la micro/nano-analisi di fluidi corporei atta a meglio definire l’effetto delle torture. Giulio Fanti è professore associato di Misure Meccaniche e Termiche presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Padova dal 1996. È stato membro fondatore del Centro Interdipartimentale Studi ed Attività Spaziali “CISAS G. Colombo”, segretario del gruppo italiano di docenti ufficiali di Misure Meccaniche e Termiche ed è stato membro di gruppi internazionali per importanti missioni spaziali. È coordinatore del gruppo Shroud Science (che conta più di un centinaio di studiosi per lo più americani) ed è membro del Comitato Scientifico di diversi Convegni. È stato recentemente il coordinatore di un Progetto di Ricerca di Ateneo sulla Sindone finanziato dall’Università di Padova ed è membro di diversi gruppi di studi sulla tema. È autore di più di duecento lavori compresi libri, testi didattici e pubblicazioni su importanti riviste italiane ed internazionali, la gran parte dei quali su argomenti sindonici.

L’UOMO DELLA SINDONE.
RICOSTRUZIONE 3D DEL CORPO AVVOLTO NELLA RELIQUIA
Mercoledì 30 maggio ore 20:45
Relatori:
Prof. Giulio Fanti
Prof Gianmaria Concheri
Maestro Sergio Rodella
Dott. Matteo Bevilaqua
Dott. Stefano Concheri
Introduce: Marzia Banci

Un modello tridimensionale dell’uomo della Sindone è stato realizzato da un gruppo scientifico dell’Università e dell’Ospedale di Padova. Su indicazioni specifiche del gruppo scientifico composto dal professor Giulio Fanti e il professor Gianmaria Concheri (docenti di Misure e di Disegno dell’Università di Padova) e dai medici, il dottor Matteo Bevilacqua e il dottor Stefano Concheri (degli Ospedali di Padova) il maestro Sergio Rodella ha scolpito un modello tridimensionale del tutto corrispondente (la precisione è stata calcolata al centimetro) all’immagine rimasta impressa sulla Sindone. Era alto all’incirca 1,78 m, aveva i capelli lunghi e un corpo magro e muscoloso, che dopo lo strazio delle torture sembra essere misteriosamente scomparso. L’immagine di Cristo restituita dai più recenti e sofisticati studi sulla Sacra Sindone è vicina a quella che da secoli tramanda l’arte, e non è un caso se il difficile compito di riprodurre un calco realistico di quel corpo è stato affidato proprio a un artista. «Normalmente uno scultore lavora copiando un soggetto reale», spiega il maestro Sergio Rodella, «magari aggiungendo qualche interpretazione artistica soggettiva, oppure producendo un’opera d’arte basata sull’ispirazione. Questo caso particolare invece utilizza un approccio inverso: lo scopo dello scultore e del gruppo scientifico di supporto è stato quello di produrre rigorosamente un modello tridimensionale, partendo solo dalle informazioni ottenibili da un lenzuolo bidimensionale che riproduce la doppia immagine di un uomo, quello della Sindone, e dall’informazione relativa alla normale morfologia del corpo umano». Il calco, neanche a dirlo, è un capolavoro d’arte e maestria. Ma dal lavoro fatto, che è durato due anni, emerge qualcosa di più. I risultati ottenuti sono recentemente stati presentati alla comunità scientifica negli Stati Uniti, oltre che pubblicati sulla rivista internazionale “Peertechz Journal of Forensic Science and Technology” e sembrerebbero confermare molto di quanto tramandato dai Vangeli. «Innanzitutto», spiega il professor Fanti, «questo studio ci conferma la piena autenticità del lenzuolo, databile al primo secolo dopo Cristo. Il tessuto proveniva probabilmente dall’India, come suggeriscono le polveri rimaste impigliate nel tessuto. Alcune sostanze presenti nelle tracce di sangue, quali la creatinina, la ferritina e la biliverdina, ci confermano invece che la Sindone avvolse un uomo a lungo torturato: il nostro corpo le rilascia solo se in stato di particolare sofferenza, ed è ! impensabile che siano state aggiunte chimicamente a posteriori perché la conoscenza e lo studio di questi meccanismi è recente». Ma le informazioni raccolte vanno oltre: «Possiamo dichiarare con assoluta certezza che la Sindone avvolse il corpo di un uomo crocifisso», continua Fanti, «perché l’immagine che si è impressa, rimasta intatta nella rigidità della morte, è proprio quella della posizione assunta nella crocifissione, a parte le braccia che furono riposizionate nel sepolcro. Il calco rende l’idea in modo molto chiaro. Non solo: non possiamo dire, dal punto di vista scientifico, che l’Uomo della Sindone fosse Gesù Cristo, ma possiamo dire che fu prima crocifisso e poi risorse il terzo giorno, probabilmente rilasciando quell’energia irriproducibile che è responsabile dell’immagine corporea. Ci sono segni così particolari, ancora oggi non spiegabili dalla scienza, che fanno pensare a una smaterializzazione del cadavere». La spiegazione è complessa, ma basti sapere che gli scienziati del Bo hanno testato quanto detto su un manichino avvolto da un lenzuolo “simil sindonico”, sottoposto a quello che in fisica si chiama “effetto corona”: una scarica di energia potentissima (circa 300 mila volt), che ha fatto sì che l’immagine del manichino rimanesse impressa sul telo. «Gli effetti fisico-chimici sono gli stessi», conferma Fanti, «eppure c’è qualcosa che non torna dal punto di vista macroscopico. La ricerca continua», chiude il professore, «ma la verità, forse, sta oltre la scienza». ( Articoli tratti da “Il mattino di Padova)

VILLA BASSI
via Appia Monterosso, 54 ABANO TERME

Ingresso gratuito fino a esaurimento posti.
Richiesta Prenotazione posti: 333 3921744 – info@filosofiadivita.it

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Redazione FdV

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