17.10.2020/ Visita guidata ai Musei Civici di Sansepolcro in Arezzo

Terza uscita di “Viaggio con Te“.
Due giorni in viaggio nella cultura umbra per incontrare le icone dell’arte da: Piero della Francesca ad Alberto Burri.

Il paesaggio collinare, il cielo pieno di nuvole bianche, le piazze soleggiate, le torri medievali della città di Sansepolcro e Città di Castello ci hanno ricordato il carattere creativo umbro-italiano.

Arrivo in Piazza Berta a Sansepolcro

Piazza Berta è come un campo, le case e le Torri la perimetrano, al centro si trova una lastra di bronzo incastonata sulla pavimentazione, è come una pietra d’inciampo. Nel 1944 i nazisti hanno raso al suolo la torre che capeggiava al centro della piazza. Noi abbiamo letto e riletto la scritta… increduli che la politica e la guerra potessero scagliarsi contro una torre medievale… eppure!!!! All’arrivo in quel luogo dalle architetture tipiche dei borghi italiani ci siamo seduti sulle panchine, ci siamo gustati un panino, non ce la siamo sentita di chiuderci in un ristorante. Abbiamo scelto di fare un picnic al sole in attesa di incontrare l’illustre pittore: Piero della Francesca. 

Visita al museo civico di Sansepolcro

Piero della Francesca è nato a Sansepolcro intorno al 1418 ed è morto nel 1492.

Uomo e artista del Rinascimento, ha sempre amato la sua città Sansepolcro e presso i musei civici si incontrano quattro sue opere:

  • il Polittico della Misericordia. Tempera su tavola, fu commissionato a Piero dall’omonima compagnia di Sansepolcro nel 1445. Il dipinto è stato realizzato dopo tredici anni di lavoro, raffigura la Madonna della Misericordia che accoglie sotto il suo manto, come un grande tabernacolo, la comunità dei committenti e dei devoti. Il copricapo della Madonna è costituito da un merletto leggerissimo, lavorato forse in una delle case di Sansepolcro.
  • la Resurrezione è un grande affresco ospitato nella parete centrale della Sala delle Udienze. La figura del Salvatore impera sulla scena, forte e solenne. La figura del Cristo è stata inserita nello stemma del comune di Sansepolcro.
  • San Giuliano. Il santo è raffigurato con un volto giovanile che esprime tristezza. Il mezzo busto che vediamo è ciò che rimane di un affresco più grande.
  • San Ludovico. L’affresco è stato staccato dal Palazzo Pretorio e rappresenta il Santo abbigliato con un saio francescano e un piviale vescovile riccamente decorato.

Molto interessante l’incontro con la grande opera della Natività in terracottainvetriatapolicroma di Luca della Robbia.

Visita alla casa di Piero della Francesca a Sansepolcro

La casa di Piero è bella, ha spazi ampi, articolati su tre piani. Oggi è un museo contiene immagini e video che raccontano la vita del suo abitante. Ci sono immagini che raccontano dell’amicizia fra Luca Pacioli e P.della Francesca. Vale la pena, vederla, è vicinissima ai Musei Civici.

Chi è Banksy?

Affreschi urbani

Piero incontra un’artista chiamato Banksy

Affreschi urbani è una mostra, che si situa in un baricentro del Rinascimento italiano :Sansepolcro.
La suggestione venuta all’Amministrazione Comunale, e in particolare dal giovane Assessore alla Cultura, Gabriele Marconcini, col sindaco Mario Cornioli, di portare l’artista ad un tempo più out e più in del momento.
Il pubblico scopre, nelle sale espositive, l’iconografia fondamentale di Banksy, è invitato con un apparato didattico preciso e articolato a riflettere sui messaggi che l’artista lancia nel mondo globale.

Sansepolcro riveste un ruolo di primo piano nella produzione artistica e culturale del Rinascimento, dando i natali a Piero della Francesca, Luca Pacioli.
L’opera di spicco di Piero della Francesca che tradizionalmente si identifica con la città, la Resurrezione, è stata realizzata su una parete con una tecnica mista per poter essere ammirata da tutti nella sua più alta accezione civica.

Il visitatore che in questi giorni si trova a vedere l’affresco della Resurrezione si accorge di quanto sia opportuno questo accostamento culturale per mettere a rilievo: il nostro patrimonio, l’educazione e la divulgazione di opere sempre contemporanee.

Delphina Palace Hotel

Carlo Baldassarri cura l’ospitalità, il menù e l’accoglienza di ciascuno di noi da tanti anni.
Filosofia di Vita è stata ospite al Delfina Palace diverse volte. Sempre siamo stati accolti con amicizia e professionalità. Per noi dire Foligno significa: andare a cena da Carlo!!! Evviva la buona cucina, servita con cura, presentata in bellezza da Carlo e dal suo staff. Torneremo presto.

Domenica 18 ottobre

Passeggiata a Spello

Spello è di origine romana ha una cinta muraria molto ben conservata.
Domenica mattina 18 ottobre noi di Filosofia di Vita siamo entrati  a Spello oltrepassando la Porta Consolare. A passo lento, con lo sguardo curioso, abbiamo dato il via ad una passeggiata fra le case su stradine il leggera pendenza. C’era una nebbiolina che arrotondava gli “spigoli delle case“, tutto era lucido, umido e lindo.
Le strade sinuose e dritte come rami di un albero dal tronco antico e forte.
Le “strade come rami“ accoglievano vasi a terra, pendenti dalle terrazze, il fogliame verde intenso energizzava il nostro passaggio, bellezza emersa dalla cura dedita del giardinaggio familiare, ogni colore di fiore scelto con cura.
Le piastrelle di ceramica sugli spigoli delle case annunciano “giardino vincitore nel…“ eccoci arriviamo: Spello è la città dell’Infiorata!!! Anni addietro con Filosofia di Vita siamo venuti a vederla… per comprenderne il lavoro e la bellezza non ci sono parole ma solo un consiglio: vai a vederla sul posto in giugno.
È domenica, le campane suonano mezzogiorno, ci siamo fermati ad ascoltarle, un passo dopo l’altro arriviamo fino alla sommità.
La nebbia ci preclude “lo sguardo intorno“; racchiusi fra le pietre delle strade, delle case e il cielo basso, silenziosi assaporiamo la Gioia e il Tempo a cui, in quell’attimo, apparteniamo totalmente.

Santa Maria degli Angeli – Assisi

La Porziuncola  significa letteralmente “piccola parte” è una delle prime chiese ad essere stata restaurata da San Francesco. E’ il luogo dove Dio si manifestò al Poverello di Assisi, il luogo della fraternità e del perdono.
La chiesa fu concessa gratuitamente al santo dai monaci benedettini del Monte Subasio.

Come possiamo passare in Assisi e non fermarci a prendere una benedizione da Francesco.
L’uomo che ha saputo amare tutti! Confidiamo di permeare la sua modalità e di riuscire ad essere amorevoli anche noi. Grande Filosofia di Vita la sua. Eccoci in ascolto…

Alla ricerca dei funghi sulle colline di Trevi

A chi è parso che fossimo tutti in un sol luogo contemporaneamente si è sbagliato!
A chi è parso che le immagini dei funghi in mano ai fungaioli non appartenessero alla nostra compagnia si è sbagliato!
Tre amanti della “ricerca del fungo imboscato” si sono alzati all’alba, si sono inerpicati sulle colline  intorno alla cittadina di Trevi ed ecco, ci mostrano: il paesaggio, la nebbia, la luce, la gioia del “bottino funghino“…
Non oso dire i nomi dei tre, ne’ i nomi dei boschi, ne’ dove li hanno poi cucinati i funghi…. soltanto dico che sono dei “Nostri” e per vedere Burri son ritornati!!!!

Città di Castello – Visita alla collezione Burri

Il palazzo Albizzini che espone la collezione Burri risale alla seconda metà del XV secolo, ha una superficie totale di 1660 mq ripartita in tre piani (due dei quali espositivi, il terzo adibito a biblioteca e uffici) e ha caratteristiche che richiamano la sobria architettura rinascimentale fiorentina.
Degli Albizzini si hanno notizie fin dal XIV secolo, alcuni sono stati protagonisti di rilievo nelle vicende storiche della città: fu probabilmente Ser Filippo di Lodovico a commissionare nel 1504 a Raffaello lo Sposalizio della Vergine, oggi custodito alla Pinacoteca di Brera.
La Collezione Burri a Palazzo Albizzini, aperta al pubblico nel dicembre 1981, ospita in venti sale 150 opere realizzate dal 1948 al 1985.

Siamo arrivati a Palazzo Albizzini a Città di Castello 24 ore dopo essere stati davanti alle opere di Piero della Francesca a Sansepolcro. Un viaggio nel tempo che muove dal 1480 al 1960… (le date sono solo di riferimento) in ambedue i casi siamo stati così vicini alle Opere, ai luoghi, all’architettura, al paesaggio di quegli Artisti che, non c’è bisogno di parlarne mentre diviene indispensabile ascoltarli! Ascoltando anche quel che captano i nostri sensi da queste auliche perfezioni di bello e di bruto anche l’anima non tarda a mettersi a contatto con il cuore e la mente. A Incontrare tutto così da vicino ci si sente “scolpiti” dall’aria, dal sole, dal pennello di Piero come dai sacchi di plastica di Alberto.
L’indicibile divino lo si ascolta come le invisibili linee strutturali, costitutive delle libere composizioni di Burri che si intuiscono con la mente.
Ecco la magia: i due artisti hanno il messaggio politico da portare all’osservatore… ci parlano di orgogli antropologici e intuizioni individuali capaci di mantenere e superare ogni antropologia, ogni individualità e il suo tempo.
Un consiglio: torniamo a vederli fermandoci qualche giorno in più nella bella Umbria!!!! A presto.

Cari saluti da Città di Castello

Con persone così vivaci è stato impossibile fare una foto di gruppo!!!!
Abbiamo fatto la foto del gruppetto che stava per gustarsi la scatola dei Baci Perugina ricevuti in dono da Ariella… Grazie a tutti.
E per dirla ( in modo esortativo) come Gabriella:
Tutto da Rifare!!!!

filosfilosofiadivita

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