Sala Anziani Lunedì 27 settembre 2021 ore 21.00 Palazzo Moroni PADOVA

“La verità e le verità”
relatore: Adone Brandalise

“La verità del carcere è una scommessa sociale: chi non gioca è fuori dalla costituzione”
relatore: Enrico Sbriglia
introduce: Andrea Panzavolta

Quid est veritas? si chiede Ponzio Pilato in celebre passo evangelico. È il verum factum, la mathesis dei Greci, la capacità cioè di giungere a un risultato irrefutabile attraverso stringenti e rigorosi passaggi logici? Ma quando nella Traviata Violetta dice “amami, Alfredo, quant’io t’amo” non dice forse una profonda verità, anche se è indimostrabile? Adone Brandalise, nella sua relazione dal titolo La verità e le verità, ha messo in guardia da un concetto ideologico di verità, per il quale essa sarebbe o una meta che estingue ogni altro desiderio di ricerca o, peggio ancora, uno strumento di sopraffazione. Ma parimenti sospetta è la verità disincarnata dell’Iperuranio a cui tende il filosofo che si fa guidare da Eros. Un altro celeberrimo mito platonico, piuttosto, quello della caverna, può essere offrire un utile criterio ermeneutico. Nella figura dello schiavo che, dopo essere uscito, ritorna nell’antro per liberare gli antichi compagni di schiavitù dall’errore, si può scorgere un concetto di verità mite, per così dire, da intendere sì come evento di liberazione, ma sempre all’interno del multiforme flusso della vita.

Un contrappunto all’immagine della caverna-carcere in cui ciascuno di noi si dibatte è stata poi la relazione di Enrico Sbriglia, penitenziarista ed ex provveditore carcerario del Triveneto. Con accenti appassionati e vibranti, che gli derivano da una profonda conoscenza dell’universo penitenziario italiano, Sbriglia ha mostrato come la realtà del carcere disattenda pressoché in toto le intenzioni del legislatore: se è vero, come sancisce la Costituzione che la pena deve tendere alla rieducazione del reo, è altrettanto vero che questo nobile fine è sconfessato dalla pratica quotidiana. Sovraffollamento, carenza di personale, strutture obsolete e un più generale disinteresse sia dello Stato sia della società verso i carcerati: queste le principali cause del collasso delle carceri. Una analisi, quella di Sbriglia, che rivela impudicamente quanto ancora incompiuto sia il dettato Costituzionale.

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